IL DOVERE MORALE DELLA PROTEZIONE – di Nicola Merloni

La rarefazione degli ambienti naturali nei litorali nord-adriatici imporrebbe agli Amministratori dei luoghi che ancora conservano alcuni di questi ambienti una gestione di tipo naturalistico, al fine di conservarli nel migliore dei modi.

La Pineta di Cervia, per motivi già indicati più volte anche in questo sito, conserva ancora alcuni di questi ambienti, come viene anche sancito dalla sua inclusione nel Sistema Natura 2000 (IT4070008 – ZSC – Pineta di Cervia) https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/…/it4070008 . La sigla ZSC, che significa “Zona Speciale di Conservazione”, richiederebbe un’attenta e adeguata gestione di questi luoghi. A proposito delle ZSC su internet troviamo la seguente definizione: «Una zona speciale di conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva Habitat della Commissione Europea, è un sito di importanza comunitaria (SIC) in cui sono state applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea.»

Nella Pineta di Cervia sono stati individuati ben 16 tipi di habitat differenti, a testimonianza del suo grande valore naturalistico. Di particolare importanza, fra gli altri, è l’Habitat 9340 – Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia – A questo proposito, sul sito degli Habitat di Importanza Comunitaria http://vnr.unipg.it/habitat/cerca.do?formato=stampa… leggiamo: «la lecceta extrazonale endemica del litorale sabbioso nord-adriatico si differenzia per l’originale commistione di elementi mesofili a gravitazione eurasiatica (…) e di altri a carattere mediterraneo».

Già il grande naturalista Pietro Zangheri, studiando quasi un secolo fa la Pineta di Cervia, capiva che questa, rispetto alle altre pinete storiche di San Vitale e di Classe, presenta una forte componente di specie vegetali a distribuzione più meridionale, tipiche della macchia mediterranea; basti citare il leccio (Quercus ilex), la fillirea (Phillyrea angustifolia), la ginestrella (Osyris alba), la rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), la robbia (Rubia peregrina), l’alloro (Laurus nobilis). Queste specie crescono nella nostra pineta assieme a quelle tipiche dei querceti caducifogli, come la roverella (Quercus pubescens), il biancospino (Crataegus monogyna), il ligustro (Ligustrum vulgare), la rosa canina (Rosa canina), dando luogo ad un tipo di formazione vegetale unico nei litorali ravennati.

Di questa importanza fitogeografica dovrebbero tenere conto i nostri Amministratori, che dovrebbero anche – preventivamente – conoscere bene la differenza fra un un ambiente naturale e un «parco», fra un bosco e una piantagione di alberi, fra un ecosistema e un giardino.

Fresare il terreno per eliminare erbe ed arbusti al fine di rimboschire con nuovi alberi, ancorché adatti, sarebbe un pessimo modo di operare in un ambiente naturale o vocato alla naturalità, perché si correrebbe il rischio di bloccare per tempi lunghissimi le potenzialità naturali di questi luoghi, creando sì un insieme di alberi che magari fra qualche anno faranno ombra e potranno anche avere un valore estetico, ma sarà ben poca cosa rispetto al valore naturalistico che potrebbero avere queste zone se gestite adeguatamente.

Quando ci si trova ad amministrare un territorio di grande valore ambientale, la mancanza di conoscenze naturalistiche non è ammessa, e aver utilizzato ripetutamente nei proclami e nei comunicati stampa i termini «ecosistemi» e «biodiversità» non servirà a compensare eventuali errori di gestione, che saranno ancora più gravi ed irreparabili ove si consideri che gli ambienti naturali, che non possono mai essere «costruiti» dall’uomo, ma solo favoriti nel loro naturale sviluppo, potrebbero però essere distrutti per sempre da interventi impropri, o per meglio dire potrebbero essere trasformati in piantagioni di alberi, forse di un qualche valore paesaggistico, ma con un valore ecologico e naturalistico prossimo allo zero.

Di questo rischio i nostri Tecnici e Amministratori dovrebbero tenere conto.